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Spacciatore romano in trasferta nel Lodigiano per disintossicarsi: anche per lui scattano le manette

Il giovane è stato raggiunto dal provvedimento cautelare all’interno di una comunità di recupero per tossicodipendenti di Pieve Fissiraga, dove aveva intrapreso un percorso di recupero.

Spacciatore romano in trasferta nel Lodigiano per disintossicarsi: anche per lui scattano le manette
Cronaca Lodi, 29 Aprile 2021 ore 12:19

Arrestato dai Carabinieri di Sant'Angelo Lodigiano su ordine di custodia cautelare in carcere un 32enne romano componente dell'organizzazione dello spaccio di stupefacenti del Quartiere di Tor Bella Monaca di Roma, azzerata in queste ore dai militari romani.

L'arresto dei Carabinieri di Sant'Angelo Lodigiano

I Carabinieri della Stazione di Sant’Angelo Lodigiano, nella mattinata del 27 aprile 2021 hanno proceduto all’arresto in esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, di un 32enne L.D.P.W. residente in Rocca di Papa (Roma).

Si trovava in cura in una comunità di recupero per tossicodipendenti

Il giovane è stato raggiunto dal provvedimento cautelare all’interno di una comunità di recupero per tossicodipendenti di Pieve Fissiraga, dove aveva intrapreso un percorso di recupero.

Le accuse a suo carico sono quelle di aver preso parte ad un’associazione a delinquere, strutturata in modo piramidale, che gestiva lo spaccio di stupefacenti nel quartier di Tor Bella Monaca in Roma, nella “piazza di spaccio” di Via dell’Archeologia. L.D.P.W. contribuiva in modo permanente al sostentamento dell’organizzazione con il compito fisso dello spaccio al minuto dello stupefacente espletato attraverso dei veri e propri “turni di lavoro” giornalieri e con l’attribuzione di compiti specifici.

Una piazza di spaccio molto fruttuosa

All’interno dell’organizzazione si progrediva per meriti e capacità.
Il giro d’affari della piazza di spaccio è stato stimato in 600.000 euro mensili e nel corso delle attività investigative sono stati documentate centinaia episodi di spaccio e sottoposto a sequestro
14,5 kilogrammi di stupefacente nonché un immobile, due attività commerciali, quattro autovetture di lusso, orologi rolex e denaro in contanti per complessivi euro 60.000 circa.
L’arrestato è stato associato presso la Casa circondariale di Lodi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente.

Importante operazione dei Carabinieri romani

Azzerati i vertici della più grande piazza di spaccio operante nella borgata romana di Tor Bella Monaca, questo il risultato dell’operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma scattata all’alba che sta portando all’arresto di 51 persone (tra cui anche il 32enne in manette nel Lodigiano).
I Carabinieri in varie regioni d’Italia stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di appartenenti a un’organizzazione criminale dedita al narcotraffico, radicata nella Capitale e con base operativa e logistica nel quartiere di Tor Bella Monaca. Più di trecento i militari, coadiuvati dalle unità cinofile e supportati da elicotteri del Nucleo Carabinieri di Pratica di Mare, che stanno partecipando al blitz.
Le indagini svolte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati hanno permesso di ricostruire i ruoli dei vari sodali all’interno dell’organizzazione, facente capo a tre fratelli che gestivano l’attività delinquenziale della piazza di spaccio che si trova su via dell’Archeologia 106. Circa 600.000 euro mensili il giro d’affari.
Come in una perfetta organizzazione aziendale i pusher che si rivelavano capaci ed affidabili venivano promossi con ruoli di supervisione, andando a formare un perfetto “piano industriale” dove i compiti erano suddivisi rigidamente, e dove chi sbagliava subiva punizioni gravissime: si è arrivati a registrare veri e propri sequestri di persona ai danni di associati “infedeli” ed addirittura di loro familiari, rapiti per essere brutalmente picchiati.
Con riferimento a tale ultima contestazione è stata riconosciuta l’aggravante di aver agito con “il metodo mafioso”