combustione di rifiuti

Si vuole liberare dell’immondizia e appicca un incendio: denunciata “inquilina” della Belfuggito

La donna era già conosciuta dalle forze dell'ordine..

Si vuole liberare dell’immondizia e appicca un incendio: denunciata “inquilina” della Belfuggito
Lodi, 01 Giugno 2020 ore 16:34

Denunciata “inquilina” della Belfuggito per combustione di rifiuti.

Si voleva liberare così dell’immondizia

E’ proprio vero che le cattive abitudini sono dure a morire! Vero al punto che lo scorso 27 maggio i carabinieri della Stazione di Sant’Angelo Lodigiano sono intervenuti per l’ennesima volta nella “Cascina Belfuggito”, dalla quale si sprigionava un forte odore di fumo. A segnalarlo era stato un abitante dei dintorni, preoccupato per ciò che stava accadendo. Giunti sul posto i carabinieri si sono infatti trovati di fronte M.C.M., 49enne “rom” lì domiciliata, censurata, che stava appiccando il fuoco a un ammasso di rifiuti solidi urbani e a masserizie di legno e plastica, causa appunto dell’intenso e acre odore di fumo, avvertito fino a un chilometro di distanza, le cui fiamme sono state immediatamente domate dai Vigili del Fuoco del distaccamento di Sant’Angelo.

Alle contestazioni dei militari, la donna si è semplicemente giustificata dicendo che non aveva trovato altro modo per “liberarsi” dell’immondizia.

Non è la prima volta che viene denunciata

D’altra parte si tratta della stessa donna che, a conferma della sua riluttanza ad osservare le disposizioni dell’Autorità, a maggio dell’anno scorso, unitamente a tre suoi connazionali, è stata denunciata per violazione di sigilli applicati a un capannone nel quale durante un precedente controllo eseguito a dicembre 2018 si rinvennero e sequestrarono utensili da lavoro di dubbia provenienza per un valore di circa 10 mila euro e 2.000 metri cubi di bancali in legno, lavorati illecitamente. All’epoca M.C.M., poiché titolare di un’impresa di fatto, fu nominata custode giudiziale del capannone profanato. Ora, il suo “curriculum vitae” si arricchisce della specifica accusa di combustione di rifiuti, reato per il quale è prevista la pena della reclusione da due a cinque anni, oltre alla possibilità che la persona punita debba provvedere al ripristino dello stato dei luoghi, al risarcimento del danno ambientale e alle eventuali spese di bonifica.

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