Il prefetto di Lodi in visita alla Itelyum di Pieve Fissiraga

La struttura si occupa della rigenerazione degli oli usati.

Il prefetto di Lodi in visita alla Itelyum di Pieve Fissiraga
Basso Lodigiano, 02 Ottobre 2019 ore 09:51

Il Prefetto di Lodi Marcello Cardona ha visitato ieri, 01 ottobre 2019, lo stabilimento Itelyum di Pieve Fissiraga, dedicato alla rigenerazione degli oli usati.

Itelyum e l'economia circolare

Itelyum, gruppo italiano nel settore dell’economia circolare, è leader in Italia ed in Europa nella rigenerazione degli oli lubrificanti usati, nella produzione di solventi ad alta purezza e nella purificazione di reflui chimici e solventi usati provenienti dall'industria chimica e farmaceutica.

Il Prefetto, responsabile nella redazione del piano di emergenza esterno del territorio, è stato accolto da Marco Codognola, Amministratore Delegato Itelyum, e dal Direttore di Stabilimento Francesco Gallo, che hanno presentato la struttura dell’azienda.

La visita del Prefetto

La prima parte della visita guidata ha riguardato il percorso virtuoso che compie l’olio lubrificante usato, processo nel quale Itelyum vanta una leadership europea: dal deposito di oli usati dove viene stoccato l’olio proveniente dalle aziende di raccolta specializzate, fino ai laboratori di analisi chimico-fisica, dai quali gli oli vengono avviati a rigenerazione.

Nella seconda parte, al Prefetto è stato illustrato il processo produttivo vero e proprio: la tecnologia sofisticata che permette all’olio usato di essere rigenerato e di trasformarsi in basi lubrificanti rigenerate di alta qualità e in altri prodotti come gasolio leggero, bitumi e acqua depurata, realizzando un percorso di economia circolare.

“Ringraziamo il Prefetto per il tempo che ha dedicato a conoscere la nostra azienda, la nostra tecnologia e il nostro ambiente lavorativo - ha dichiarato l’AD di Itelyum Marco Codognola -. Vogliamo continuare a rappresentare un’eccellenza del territorio al servizio dell’economia circolare e della sostenibilità e siamo sempre aperti al dialogo con le istituzioni e la comunità locale”.

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