Sant’Angelo Lodigiano

Pusher smascherato dall'unità cinofila dei Carabinieri

Il 36enne di Sant’Angelo Lodigiano è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacente.

Pusher smascherato dall'unità cinofila dei Carabinieri
Cronaca Lodi, 18 Marzo 2021 ore 14:25

G.R., 36enne di Sant’Angelo Lodigiano è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacente.

Il fiuto dell'unità cinofila dei Carabinieri smaschera il pusher

Quando ha aperto la porta e ha visto i Carabinieri avrà pensato al solito controllo di routine, ma quando poi si è reso conto anche della presenza dell’unità cinofila, il suo sguardo si è incupito e G.R., 36enne di Sant’Angelo Lodigiano, è divenuto pensieroso e preoccupato.

È bastato questo inconsistente ma percettibile cambio repentino di umore ed atteggiamento a insospettire ulteriormente i carabinieri della Stazione di Sant’Angelo Lodigiano che ieri, 17 marzo 2021, a metà mattina si sono recati a casa sua giustappunto perché sospettavano che potesse avere, come si suol dire, le mani in pasta nel commercio degli stupefacenti.

Kevin e Ocsi in azione

E quando “Kevin e Ocsi”, questi i nome dei cani del Nucleo Cinofili di Casatenovo (LC) intervenuti in appoggio ai militari di Sant’Angelo Lodigiano e specializzati nella ricerca di droga, hanno iniziato a girare per casa mettendo a frutto le loro indubbie e riconosciute qualità olfattive, si è ben compreso il perché del suo nervosismo. Infatti, ben occultato in una cassettiera del soggiorno, è saltato fuori il classico kit dello spacciatore, con tanto di “panetto” di hashish del peso di 87 grammi, altri 17 grammi della stessa sostanza già spezzettata, l’immancabile bilancino elettronico di precisione e il coltellino utilizzato per dividere l’hashish, la cui consistenza è notoria così come il classico colore marrone di cui era intriso, il tutto opportunamente posto in sequestro.

Era già pregiudicato

G.R., quindi, vedrà alimentato il proprio curriculum vitae criminale, che fino a quel momento contava un solo precedente di polizia in materia di reati contro il patrimonio, con l’accusa ben più grave di detenzione ai fini di spaccio di stupefacente, che gli è costata la denuncia all'Autorità giudiziaria di Lodi.