Le riflessioni

Pulizia piloni ponte sull’Adda, operazioni concluse: ma come stiamo a sicurezza idraulica?

Sindaco Casanova: "Voglio condividere con i cittadini alcune riflessioni sulla sicurezza idraulica".

Pulizia piloni ponte sull’Adda, operazioni concluse: ma come stiamo a sicurezza idraulica?
Lodi, 24 Ottobre 2020 ore 08:57

Si è svolta ieri la pulizia dei piloni del ponte Napoleone Bonaparte, con la rimozione dei tronchi e dei detriti trascinati dalla corrente e accumulati alla base delle arcate. Sul posto è intervenuta anche il Sindaco Sara Casanova, insieme all’assessore con delega alle Politiche delle acque e al fiume Adda Ettore Fanfani.

Pulizia piloni ponte sull’Adda, operazioni concluse

“Abbiamo completato questa mattina (ieri n.d.r.) l’operazione programmata di rimozione del materiale che negli ultimi mesi si è depositato in corrispondenza delle pile del ponte sull’Adda. Una azione divenuta consuetudine per una città di fiume come la nostra, ma che non per questo merita minor attenzione da parte dell’Amministrazione comunale e della cittadinanza. Avremmo dovuto eseguire l’intervento già un paio di settimane fa, tuttavia la piena, cosiddetta “ordinaria”, di sabato 3 ottobre ne ha impedito lo svolgimento”.

La sicurezza idraulica

“Quanto accaduto mi dà ora l’occasione per condivide con i cittadini alcune riflessioni su una questione che per Lodi, così come per tutte le città attraversate da un importante corso d’acqua, è imprescindibile: la sicurezza, in particolare quella idraulica.

A Lodi una parte dell’area urbana è interessata dai riflessi di variazioni idrologiche che vengono da molto lontano (Valtellina e Val Brembana). Devo comunque rassicurare tutti: la fragilità che un tempo caratterizzava ampie porzioni di territorio cittadino, per eventi anche di modesta entità, oggi è limitata ad aree circoscritte e a fenomeni alluvionali significativi, quindi meno frequenti.

Se è vero che le precedenti Amministrazioni hanno lavorato bene nel lento, ma ininterrotto processo strutturale di raggiungimento della sicurezza idraulica, per la nostra Amministrazione rivendico la capacità di aver compreso come, oltre alle arginature (di cui abbiamo completato l’importante sistema in sponda destra, che dal ponte risale a monte alla strada per Montanaso), era indispensabile “armare” le chiaviche con idonei impianti idrovori, riorganizzando e tenendo “allenato” il servizio preposto alla funzionalità, condizione indispensabile per assicurare la protezione degli argini stessi che altrimenti risulterebbero inutili. Questo è un aspetto cruciale per poter raggiungere la condizione di “resilienza urbana” che cerco ora di spiegare.

Quando si verificano precipitazioni importanti in montagna, gli effetti potenziali vengono valutati preliminarmente e man mano affinati, con l’uso di modelli matematici di previsione, dal Consorzio Muzza Bassa Lodigiana a cui il Comune di Lodi si è affidato per un servizio di aggiornamento dei dati in tempo reale. I passi successivi sono chiudere le paratie delle chiaviche (Roggione in sponda destra e Mozzanica in sponda sinistra), attivare le grandi pompe idrovore recentemente installate, chiudere i varchi e presidiare il fiume, con i nostri volontari della Protezione Civile, con la Polizia Locale, i Vigili del Fuoco, AiPo e i tecnici e gli operai del Consorzio. Tutte le azioni elencate compongono un sistema per niente banale: è questo il concetto di “resilienza”, cioè di resistenza organizzata e consapevole. Per essere più chiara, mi piace usare l’esempio del pugile che, quando viene attaccato, chiude strettamente la guardia all’angolo del quadrato e si difende per limitare i danni, sapendo che prima o poi, quando l’avversario perderà energia, potrà riabbassare la guardia.

La necessità di tenere sempre pronto i meccanismi di protezione è stata ancora una volta confermata due settimane fa, quando abbiamo fronteggiato con successo per circa due giorni, ininterrottamente, un evento di piena ordinario negli aspetti idrometrici (+1,81 m, verso le ore 21 del 3 ottobre), ma sorprendentemente intenso, ovvero veloce ed alterno nel suo manifestarsi, a conferma delle variazioni non solo climatiche che stiamo affrontando. La nostra Amministrazione sta facendo di tutto per affrontare con efficacia gli effetti di questo cambiamento che riguardano in primis la nostra sicurezza.

Le iniziative strutturali non mancano. Contiamo di completare le difese della roggia Molina, lungo la tangenziale, entro il prossimo anno, insieme all’ultima parte dell’argine sinistro a protezione del “Revellino”, con un progetto di AiPo che speriamo sia pronto all’inizio del 2021.

Anche le incombenze di pianificazione sono alla nostra attenzione, è infatti alle battute conclusive la revisione del piano idrogeologico ed idraulico della città che integrerà il PGT, poi sarà possibile procedere all’aggiornamento di quello di Protezione civile sugli stessi contenuti.

La pulizia del ponte descritta poco sopra è proprio una di quelle iniziative che ci hanno permesso di testare i nostri meccanismi di difesa e che rappresentano un’opportunità fondamentale perché l’intero sistema si mantenga in buone e costanti condizioni di efficienza”, così il Sindaco Sara Casanova.

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