Prete accusato di pedofilia "sparito" da Montù Beccaria, madri sul piede di guerra

"Abbiamo incontrato e ribaltato il parroco della chiesa di paese, abbiamo richiesto un incontro con il Vescovo di Tortona, perchè qualcuno di loro doveva sapere."

Prete accusato di pedofilia "sparito" da Montù Beccaria, madri sul piede di guerra
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Prete accusato di pedofilia sparisce dopo un anno di servizio a Montù Beccaria.

Prete accusato di pedofilia

Una storia delicata e dai contorni poco chiari ha investito il comune di Montù Beccaria. Don Saverio è un sacerdote sulla cui testa pende la pesantissima accusa di pedofilia. Stando alle versioni ufficiali il parroco di Montù – don Simone Baggio – avrebbe chiesto alla Diocesi di Nola un aiuto pastorale per la Congregazione, così è stato mandato don Silverio. Sia il Comune che la Parrocchia assicurano di essere all’oscuro, come i parrocchiani, delle accuse a carico del nuovo arrivato.

Il servizio delle Iene

Recentemente, però, è stata riaperta l’inchiesta su di lui che era stata chiusa due anni fa. Don Saverio, nel frattempo, aveva fatto perdere le sue tracce e la Diocesi di Nola aveva dichiarato ufficialmente che si trovava chiuso in un convento senza contatti con il pubblico. Nella realtà fattuale il prete si trovava sulle colline dell’Oltrepo Pavese, ospite della Congregazione dei missionari della Divina Redenzione. Ad accendere definitivamente la miccia è stato un servizio delle Iene in cui è stato intervistato don Diego Esposito, il sacerdote che accusa don Silverio di aver abusato di lui quando aveva tredici anni. A quel punto in paese a molti si è gelato il sangue nelle vene, riconoscendo l’accusato.

La rabbia delle madri di Montù

Simona Cremonesi affida ai propri social la rabbia e la paura derivate dall’essere venuta a conoscenza, insieme ad altre madri, soltanto ora della situazione: “Adesso parliamo noi… parliamo noi mamme di 3a elementare della scuola di Montù Beccaria, che con estrema fiducia avevano lasciato i proprio figli per il catechismo con chi a loro doveva insegnare e trasmettere i “buoni valori. Don Saverio Aversano, ecco com’è giunto nel nostro paese questo individuo, così si faceva chiamare, così si era mascherato; è arrivato a Montù Beccaria nell’ottobre 2016, e da quel giorno scorrazzava tranquillo e sereno tra le strade del paese, tra le nostre colline a benedire case, celebrare messe e addirittura insegnare catechismo ai nostri figli… noi mamme serene quanto lui, inconsapevoli che il diavolo era di lui vestito e soprattutto… tra di noi!” Parole forti, comprensibilissime da parte di una madre, anche se va ricordato che al momento l’uomo è presunto colpevole.

“Abbiamo ribaltato il nostro parroco”

“Che colpo è stato scoprire il 15/03/18 che un presunto pedofilo aveva avuto a che fare con i nostri piccoli per così tanto tempo, è vero, le Iene ne avevano parlato il 07/03/18, ma nessuna di noi aveva avuto la fortuna di vedere la trasmissione in tempo reale, eh si perchè tante di noi, appena toccano il cuscino, cadono esauste in un sonno profondo… ah… le mamme! Però poi l’abbiamo saputo, e da allora noi (Laura, Simona, Elena, Chantal, Valeria, Paola, Chiara, Pamela, Samantha, Simona, Rosa, Cinzia. Auriela)… da quel giorno non abbiamo più pace… perchè un presunto criminale è andato via tranquillo con la sua Fiat punto nera, poche ore prima che noi lo scoprissimo… è in giro per l’Italia libero di volare e libero di danneggiare forse, qualche altro bambino meno seguito dei nostri! Abbiamo contattato le Iene, abbiamo incontrato e ribaltato il parroco della chiesa di paese, abbiamo richiesto un incontro con il Vescovo di Tortona, perchè qualcuno di loro doveva sapere… ne siamo certe… ne sono tutti certi… e non ci daremo pace mai, sino a che quell’essere gira libero senza processo, noi non ci fermeremo, perchè le nostre coscienze sono le coscienze delle mamme di quei bambini che nessuno ha difeso e protetto, sono le coscienze di tutte le mamme Italiane che ignorano e non hanno i mezzi per potersi difendere. Ora che non si dica che abbiamo accettato “senza fare una piega”, non si dica che non stiamo combattendo, perchè da vere leonesse stiamo difendendo i nostri cuccioli e i cuccioli del branco, così come avrebbero dovuto fare il Primo cittadino del paese e il Parroco, consegnando Don Saverio alle autorità e non lasciarlo andare via ripetiamo, impunito, sulla sua Punto Nera. Le mamme di 3a elementare di Montù Beccaria”.

Giada Bigardi

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