Polizia provinciale: 5 agenti mandati a “caccia di cinghiali” nel Lodigiano

Il tavolo tecnico in Prefettura nel Lodigiano, al quale hanno preso parte tutte le più importanti istituzioni del territorio ha fornito le prime linee guida finalizzate ad arginare il fenomeno.

Polizia provinciale: 5 agenti mandati a “caccia di cinghiali” nel Lodigiano
Lodi, 14 Gennaio 2019 ore 10:47

Sarà compito della polizia provinciale del Lodigiano il farsi carico “sul campo” dell’emergenza cinghiali.

Polizia provinciale in campo

L’emergenza cinghiali, nel Lodigiano è una priorità particolarmente sentita – da istituzioni e cittadini – soprattutto in seguito al tragico incidente mortale causato da un branco di ungulati avvenuto sulla A1 nel tratto tra Lodi e Casalpusterlengo. Un problema a livello regionale, i dati relativi agli schianti in Lombardia in seguito a incidenti causati da cinghiali che invadono le strade, parlano chiaro. Il tavolo tecnico in Prefettura nel Lodigiano, al quale hanno preso parte tutte le più importanti istituzioni del territorio ha fornito le prime linee guida finalizzate ad arginare il fenomeno. E’ stato stabilito che saranno cinque agenti della polizia provinciale a occuparsi degli abbattimenti dei cinghiali del Lodigiano, chiamati ad essere “custodi” del territorio.

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Coldiretti

Anche Coldiretti era presente al vertice in Prefettura e ha commentato la situazione:

“La presenza dei cinghiali nei nostri territori rappresenta ormai un problema di sicurezza pubblica: provocano incidenti anche mortali, come dimostra la tragedia nel tratto lodigiano dell’Autosole, danneggiano le colture agricole e sono potenziali veicoli di malattie trasmissibili anche agli animali allevati come ad esempio i suini, che nella nostra provincia rappresentano un patrimonio zootecnico di quasi 400 mila capi”.

E’ quanto ha dichiarato Alessandro Rota, Presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza, in occasione del vertice convocato dal Prefetto di Lodi Patrizia Palmisani.

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Stime incidenti

“L’incontro in Prefettura – continua il Presidente Rota –  rappresenta un passaggio importante per definire atti concreti di contrasto a quella che anche nel Lodigiano è ormai una vera e proprio emergenza, dopo che l’anno scorso avevamo invitato i Prefetti di Lodi, Milano e Monza ad adottare le misure necessarie per limitare il proliferare dei cinghiali.  Ringrazio il Prefetto Patrizia Palmisani per averci invitato al tavolo tecnico: siamo sempre pronti a dare il nostro contributo a favore di agricoltori e cittadini”.

La Regione

“La Regione ha adottato già a giugno scorso una delibera che dà la possibilità agli agricoltori autorizzati di intervenire, ma prima è assolutamente necessario che a livello nazionale si superi la vecchia legge 157 del 1992 che non permette a chi è abilitato di dare il proprio contributo nell’opera di contenimento dei cinghiali – aggiunge il Presidente Rota – Nell’attuale contesto di incertezza normativa gli agricoltori si dichiarano comunque ancora una volta disponibili a svolgere il ruolo di sentinelle del territorio, affiancando la Polizia provinciale nell’azione di monitoraggio e controllo di un fenomeno che investe la sicurezza pubblica. Negli ultimi dieci anni – secondo le stime della Coldiretti nazionale – il numero dei cinghiali presenti in Italia è praticamente raddoppiato superando abbondantemente il milione, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città. “Oggi parliamo dei cinghiali – conclude il Presidente della Coldiretti interprovinciale – ma non dimentichiamo che sul territorio dobbiamo affrontare anche la presenza di altri selvatici che creano problemi e pericoli, come nutrie, caprioli e volatili”.

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