SITUAZIONE SANTA CHIARA

Più del 60% degli ospiti di Santa Chiara positivi al Coronavirus: l’opposizione vuole chiarezza

36 ospiti su 57 (tamponati) sono risultati positivi, per la minoranza ci sono troppe lacune.

Più del 60% degli ospiti di Santa Chiara positivi al Coronavirus: l’opposizione vuole chiarezza
Lodi, 15 Aprile 2020 ore 17:01
L’ormai nota situazione di Santa Chiara, la casa di riposo di Lodi, è allarmante, e la richiesta di intervento per arginare il contagio provinene ormai da ogni parte della minoranza. In seguito ai risultati dei tamponi effettuati la scorsa settimana sugli ospiti della struttura, che ha evidenziato la positività di 36 ospiti su 57 (quelli sottoposti a tamponi), i dubbi e le critiche non sono certo mancate, specialmente con riferimento al fatto che nonostante i risultati dei tamponi sia arrivati venerdì, i famigliari degli ospiti siano stati avvisati solo ieri, martedì aprile 2020. La maggior parte dei positivi per il momento sembra non avere sintomi, ma il rischio di un peggioramento- specialmente vista la fascia d’età – rimane alto.
Sono diverse le lacune e le domande che ancora non trovano risposta, ma l’opposizione non intende più aspettare e ancora, a gran voce, richiede l’intervento dell’Amministrazione della giunta Casanova.

Il comunicato dell’opposizione

Il comunicato di seguito riportato è a firma di tutte le forze di opposizione in Consiglio comunale a Lodi (Pd, Lodi Civica, Movimento 5 Stelle, 110eLodi, Lista Gendarini e Lodi al Centro).
I cittadini di Lodi stanno vivendo sulla loro pelle un dramma nel dramma, ed assistono esterrefatti ai recenti fatti avvenuti sia dentro che fuori dalla RSA Santa Chiara.
I Lodigiani chiedono chiarezza subito, senza ulteriori pericolose meline.
Ci è stato detto che nel recentissimo passato l’Amministrazione di Santa Chiara ha richiesto ad ATS l’effettuazione dei tamponi e dei relativi test su tutti i residenti della struttura ma non abbiamo potuto leggere le carte, non sappiamo di preciso quando e con quanta forza sia stata avanzata tale richiesta.
A precisa domanda in tal senso formulata dalla minoranza, ed in sede istituzionale, la Sindaca ha laconicamente riferito che vi sono state delle “interlocuzioni” con ATS.

La richiesta di effettuare i tamponi

Già venti giorni fa, i consiglieri della minoranza hanno con forza, stavolta sì, richiesto l’intervento del Prefetto affinché venisse adempiuto quanto previsto dalle normativa in vigore già del 26 marzo, vale a dire il test a tutti i residenti delle RSA e a tutti gli operatori che vi prestano servizio.
Solo successivamente a tale richiesta, e non comunque con rapidità, sono stati effettuati i test sui soli residenti sintomatici della RSA.
Pochi test sono stati eseguiti sugli operatori sanitari e nessuno sui non sintomatici.

Più del 60% degli ospiti è positivo al Coronavirus

L’esito sconvolgente dei soli 57 tamponi effettuati è stato che oltre il 60 % degli ospiti è risultato positivo.
I famigliari degli ospiti sono stati informati con grandissimo ritardo sul disastro che sta vivendo la struttura. Poco prima di tali comunicazioni, il consiglio di Amministrazione della RSA Santa Chiara ha riscontrato
a) le dimissioni di un consigliere designato dalla maggioranza,
b)  la mancata partecipazione di un altro consigliere designato dalla maggioranza al consiglio convocato su richiesta dei consiglieri di minoranza (anche del non partecipante),
c) il diniego da parte del Presidente di rendere pubblica la relazione sugli avvenimenti all’interno della struttura negli ultimi due mesi,
d) il rinvio a sette giorni da oggi per la successiva convocazione del consiglio di amministrazione.
Sul punto si segnala una ben maggiore solerzia del Presidente Sancilio nella convocazione del consiglio quando si trattò di decidere sui suoi emolumenti …
La sindaca, da parte sua, ha piena consapevolezza di tale relazione della RSA, ma non ne svela il contenuto, trincerandosi dietro formalismi a nostro avviso completamente inopportuni, irresponsabili e non consoni alla gravita del caso e della situazione in generale.

Una situazione drammatica che, però, va affrontata apertamente

Siamo di fronte alla situazione più grave dal dopoguerra ad oggi, e nonostante l’impegno costante e la pressione sull’Amministrazione da parte della minoranza, tutto ciò che ne consegue è uno squallido ping pong di responsabilità in assenza di informazioni precise a tutta la cittadinanza.
La situazione è gravissima, ed al di là delle evidenti lacune nella prevenzione di ciò che purtroppo fino ad oggi è avvenuto (oltre 60 decessi nella sola struttura in poco più di un mese). Ciò che ancora preoccupa grandemente è la totale assenza di una presa di coscienza da parte della Amministrazione comunale della inadeguatezza della persone che è stata designata a dirigere Santa Chiara, un Presidente che non si è più recato in RSA dal 4 marzo 2020.
Altri Sindaci e gestori di Rsa, qui in Lombardia, si sono mossi con celerità con diffide, ordinanze e lettere di protesta; ciò significa che un margine d’azione c’è. Qui cosa è stato fatto?.
Un radicale cambiamento nel modo di gestire questa vicenda e una relazione pubblica da parte del Sindaco corredata di atti formali che testimonino le azioni intraprese (ammesso e non concesso che vi siano) sono atti DOVUTI per il rispetto di tutti gli ospiti, di tutti i loro famigliari, di tutti gli operatori che rischiano la vita, di tuta la cittadinanza che ha sete di conoscenza e di verità, e che, in questo momento di grande dolore e di smarrimento si aspetta di trovare le persone giuste al posto giusto senza ulteriori indecisioni.
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