Piazza Fontana: la storia del commerciante di bestiame che quel giorno partì da Lodi…

Alla vigilia del 50esimo anniversario della strage di Piazza Fontana, Matteo Dendena racconta di suo nonno Pietro.

Piazza Fontana: la storia del commerciante di bestiame che quel giorno partì da Lodi…
Lodi, 11 Dicembre 2019 ore 16:24

Alla vigilia del 50esimo anniversario della strage di Piazza Fontana, Matteo Dendena racconta di suo nonno Pietro.

50 anni dalla strage di piazza Fontana

Sono morti in 17 quel lontano 12 Dicembre di 50 anni fa, in piazza Fontana. Tra quei 17 c’era anche Pietro Dendena, originario di Lodi, la stessa città dove la sua famiglia è rimasta in seguito alla sua tragica morte e dove oggi il nipote Matteo parla di quelle morti, ricordando chi è stato portato via da quella bomba e chi è “solo”rimasto irrimediabilmente ferito, nel corpo e nell’anima.

La strage di piazza fontana e la morte di Pietro Dendena

Pietro Dendena era un commerciante di bestiame e tutti i venerdì in quegli anni si dirigeva dal Lodi al salone della Banca dell’Agricoltura e così, puntuale, si trovava proprio lì quando alle 16,37 del 12 Dicembre 1969 fecero esplodere l’ordigno che nel giro di un istante provocò 17 morti e 88 feriti.

Pietro Dendena con la moglie

I figli di Pietro, Francesca e Paolo, sono stati per molti anni attivissimi nell’associazione creata dai famigliari delle vittime di Piazza Fontana, ed oggi la parola è passata a Matteo, nipote di Pietro, che ora a 31 anni e che fin da piccolo ha sempre sentito vivi i ricordi fatti da papà Paolo e da tutto il resto della famiglia, che ha sempre voluto parlare e raccontare quanto successo, per non dimenticare e per non lasciare spazio all’indifferenza.

Oggi Matteo è vicepresidente dell’associazione di Piazza Fontana, autore del libro “Ora che mi ricordo ancora. Francesca Dendena: storia di un eroe civile” che racconta la vita della zia, morta prematuramente nel 2010 all’età di 58 anni.

Paolo e Matteo Dendena

Perchè è importante parlare ancora di piazza Fontana

Matteo ha spiegato che è importante raccontare di piazza Fontana per tenere viva la memoria, che già ora – a distanza di 50 anni – spesso vacilla. Inoltre, il fatto che a scuola la storia repubblicana non venga studiata, impone alla società civile di raccontare quanto successo negli ultimi decenni, raccontare il terrorismo e il terrore che ha generato durante gli anni di piombo.

Matteo ha raccontato che la verità è stata scoperta, seppur a livello giudiziario non si è riusciti ad ottenere delle eque condanne che in molti hanno atteso, tra cui Francesca.

Ma il compito dei familiari ora non è fare politica, ma quello di testimoniare.

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