Orrore in allevamento: carcasse smaltite illegalmente VIDEO

Gli attivisti di "Essere Animali" hanno denunciato un allevamento a Fiesco. Attenzione: il video contiene immagini forti.

Orrore in allevamento: carcasse smaltite illegalmente VIDEO
20 Febbraio 2019 ore 11:48

Un vero orrore quello che gli attivisti di Essere Animali hanno documentato in un allevamento intensivo a Fiesco, in provincia di Cremona. Orecchie mozzate, animali decapitati e carcasse smaltite illegalmente, tra l’altro a pochi passi da una casa di riposo.

Orrore in allevamento

L’organizzazione Essere Animali, allertata da una segnalazione dell’associazione Leal, ha filmato decine di carcasse di bovini e maiali abbandonate nei campi adiacenti a un grande allevamento intensivo a Fiesco. Tra i cadaveri, alcuni in avanzato stato di decomposizione e con a fianco le marche auricolari che identificano l’allevamento, è stato trovato anche un vitellino decapitato, con la testa troncata di netto. In diversi punti sono stati rinvenuti cumuli di ossa sparse sul terreno, che lasciano supporre come lo smaltimento illecito delle carcasse potesse essere una prassi nell’allevamento.

Carcasse smaltite illegalmente, pericolose per la salute

Il Regolamento CE n. 1069/2009 sulle norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale qualifica infatti i corpi degli animali deceduti all’interno degli allevamenti come Materiali di categoria I, quella ritenuta più pericolosa, prescrivendone l’obbligo di conservazione in una cella frigorifera e lo smaltimento tramite incinerazione. Questo per il rischio di diffusione di zoonosi, le malattie infettive trasmissibili dagli animali all’essere umano.

La denuncia

L’organizzazione, dopo una prima segnalazione ai Carabinieri Forestali di Trescore Cremasco a cui è seguito un sopralluogo presso l’allevamento, ha presentato denuncia alla Procura di Cremona per i presunti reati di  inquinamento ambientale e abbandono incontrollato di rifiuti speciali pericolosi. Essere Animali chiede di procedere ora un’accurata verifica dei registri obbligatori di carico/scarico, per accertare con quali modalità l’azienda abbia provveduto in passato allo smaltimento delle carcasse.

Tutto a pochi metri da una casa di riposo

“I cadaveri che abbiamo filmato, lasciati in putrefazione all’aria aperta, costituivano un rischio per la salute pubblica. La contaminazione può avvenire attraverso l’aria o la falda acquifera. La situazione era ancora più grave perché ciò accadeva a pochi metri da una casa di riposo, la cui vicinanza con l’allevamento intensivo è già di per sé molto discutibile.”

Orecchie mozzate e reflui sversati abusivamente

orrore in allevamento

Oltre ai cadaveri e ai cumuli di ossa, su un davanzale esterno di una finestra dell’allevamento sono state trovate anche alcune orecchie mozzate di suini e bovini. Un ritrovamento macabro ma non illegale, parti del tessuto degli animali con le marche auricolari possono essere infatti spedite ai servizi veterinari per controlli. Ciò che potrebbe essere illegale è lo sversamento nel terreno di probabili reflui di allevamento, anche questi rinvenuti nei campi attorno all’azienda. Le deiezioni degli animali sono considerate rifiuti speciali, per l’elevata presenza di nitrati e di altre sostanze che possono inquinare le falde. Non possono essere sparse direttamente a terra, la loro raccolta deve avvenire in apposite vasche.

Il video

Attenzione: il video contiene immagini molto forti. Tutte le foto e il video sono di Essere Animali. 

La denuncia di LEAL

E’ arrivata nel pomeriggio di oggi, giovedì 21 febbraio, la conferma che LEAl ha depositato denuncia, tramite proprio legale, nei confronti dell’allevamento intensivo di bovini e suini in provincia di Cremona. Guardando dall’esterno l’azienda si sono trovate carcasse di animali allevati nello stabilimento, la testa di un vitellino e orecchie di bovino mozzate. I cadaveri di suini e vitelli erano in stato avanzato di putrefazione, lasciati all’aria aperta sul terreno di confine dell’azienda con i campi agricoli contigui, senza alcuna recinzione e protezione nemmeno visiva e senza il minimo rispetto delle cautele previste dalla normativa vigente. Il fatto che le ossa di animali siano ormai assorbite e quasi fuse con il terreno del cortile dell’azienda, fa desumere che le carcasse siano state collocate in quel luogo per lungo tempo ed in diverse occasioni, come sembra indicare anche il colore della terra che appare intrisa, in quei punti, dal percolato e dai liquami di risulta della decomposizione degli animali morti.

Gian Marco Prampolini, presidente LEAL, dichiara: “La denuncia è un atto dovuto e ci costituiremo parte civile nel procedimento penale. Altra circostanza rilevante sicuramente da indagare è la causa della morte degli animali accatastati”.

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