Meningite: ricoverato il marito della 48enne deceduta

Circa 20mila i vaccini somministrati tra la bergamasca e la bresciana.

Meningite: ricoverato il marito della 48enne deceduta
14 Gennaio 2020 ore 08:34

Meningite: confermati i genotipi identici (Meningococco C) e ricoverato il marito della 48enne di Predore deceduta lo scorso 3 gennaio. Fortunatamente non si trova in gravi condizioni.

Meningococco C: ricoverato il marito della 48enne deceduta

Come riporta GiornalediTreviglio.it, è stato ricoverato a Bergamo, all’ospedale Papa Giovanni XXIII, il marito di Marzia Colosio, la 48enne deceduta il  3 gennaio al Civile a causa di un’infezione fulminante da Meningococco di tipo C. L’uomo fortunatamente non è in gravi condizioni.

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“L’uomo, 54 anni, era stato sottoposto alla profilassi antibiotica precauzionale, che però non ha sortito completamente l’effetto auspicato a causa delle sue pregresse fragili condizioni di salute – ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera – Il paziente si trova fortunatamente ora in condizioni non gravi. Le azioni di profilassi per i contatti più stretti sono già state attivate dall’Ats di Bergamo”.

Confermati i quattro genotipi identici dei primi casi

In queste ore l’Istituto Superiore di Sanità ha confermato che i primi 4 casi di Sepsi da meningococco C registrati nelle scorse settimane nel Basso Sebino presentano lo stesso genotipo del batterio.

“Questo elemento conferma la scelta di procedere all’offerta vaccinale estesa alla popolazione della zona – ha sottolineato Gallera – Un’offerta che prosegue anche nei prossimi giorni negli ambulatori straordinari, nelle scuole superiori, nelle aziende e attraverso i medici di base del territorio”. Gallera inoltre ha espresso rammarico per alcune scelte “eccessivamente emotive e non giustificabili” adottate nei giorni scorsi nell’ambito del settore sportivo.

Nel frattempo si prosegue con le vaccinazioni a tappeto tra ambulatori straordinari, aziende a scuole. Quasi 12mila i vaccini somministrati a ieri nella bergamasca mentre sono circa 9mila i vaccini erogati nel bresciano.

“La scelta di cancellare addirittura manifestazioni sportive in calendario, alcune delle quali si giocano all’aperto, non è utile in alcun modo e non giova a questo territorio e ai suoi abitanti – ha concluso Gallera – Le azioni precauzionali e preventive sono già state attivate in modo tempestivo. Invito tutti, sinceramente, a tornare alla normalità della vita sociale”.

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