Legionella a Lodi da record: tutti i dati e i comuni più colpiti

Un anno da record per i contagi: i casi rilevati sono ben 26 casi sul territorio lodigiano.

Lodi, 14 Dicembre 2018 ore 11:25

Legionella nel Lodigiano: la conferma arriva dall’assessore regionale Gallera.

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Legionella nel Lodigiano

Avevamo dato notizia recentemente del boom anomalo di casi di legionella registrati nel territorio lodigiano anche nei mesi autunnali.

Le ultime segnalazioni di casi di legionella in Lombardia arrivano dal Lodigiano. Contagi avvenuti dopo la morte di una 51enne nel Bresciano ai primi di novembre. La situazione pareva essersi stabilizzata dopo un’estate da allarme rosso in cui si sono verificati molti contagi e alcuni decessi. Teatro principale dell’epidemia è stata proprio la BassaBresciano, Alto Mantovano e Cremonese hanno fronteggiato, nel mese di settembre, anche un’esplosione di polmoniti da legionella. Il Lodigiano aveva registrato dei casi già all’inizio di luglio quando il diffondersi del batterio era stato favorito dal  clima caldo.

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Conferma del boom nel Lodigiano

Un anno da record per i contagi: i casi rilevati sono ben 26 casi sul territorio lodigiano. Parzialmente responsabili sono state le temperature particolarmente calde dell’autunno, ma anche la puntualità delle diagnosi dei medici lodigiani. L’assessore regionale Giulio Gallera ha confermato la gravità della situazione in termini di diffusione del batterio nel 2018. Il report del direttore dell’Ats Marco Bosio, contenente i dati inerenti il Lodigiano, parla chiaro.

Il report

Tra gennaio e ottobre 2018 i 26 casi di legionella tra i lodigiani hanno interessato persone tra i 57 e gli 85 anni (contro i 9 del 2017 e i 2 del 2016).  Un paziente oncologico è deceduto. I Comuni che hanno registrato più casi sono stati Lodi (7), Vidardo, Codogno e Sant’Angelo (2).

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L’intervento di Gallera

L’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, a fine settembre, aveva puntualizzato che la curva del contagio, che in breve tempo ha colpito il basso Bresciano, l’alto Mantovano, il Lodigiano e anche alcuni comuni del Cremonese era finalmente in calo ma non per questo si sarebbe allentato il monitoraggio, nonché la continua ricerca sulle possibili origini della contaminazione.

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