IL DECRETO NON BASTA

La protesta (in sicurezza): imprenditori, commercianti e artigiani lodigiani in piazza contro il Decreto Rilancio

"Non vogliamo lasciare a casa i nostri dipendenti senza lavoro".

La protesta (in sicurezza): imprenditori, commercianti e artigiani lodigiani in piazza contro il Decreto Rilancio
Lodi, 25 Maggio 2020 ore 11:09

Anche gli imprenditori, i commercianti e gli artigiani lodigiani sono scesi in piazza questo weekend per manifestare contro le misure economiche assunte dal Governo per far fronte alla crisi economica generata dall’emergenza Covid, ritenute insufficienti.

La protesta in sicurezza

Nella mattinata di ieri, domenica 24 maggio 2020, decine di imprenditori e commercianti lodigiani hanno protestato in piazza della Vittoria a Lodi: mascherine e distanze di sicurezza presenti. Sedie ordinatamente disposte ad almeno un metro di distanza l’una dall’altra occupate da decine di lavoratori, per protestare contro il Decreto Rilancio del Governo, ritenuto insufficiente per sostenere realmente gli imprenditori, in particolare quelli lodigiani che risentono di questa grave crisi fin dalla fine di febbraio 2020.

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“Il Decreto Cura Italia ci ha fatto ammalare, il Decreto Rilancio ci farà morire”: questo, in pillole, il messaggio lanciato dagli imprenditori, ormai allo stremo delle forze economiche. Si leggeva scritto a chiare lettere sui cartelli ed è stato ribadito più volte: l’impegno messo in campo dal Governo non basta.

Secondo Nicola Marini, presidente dell’Unione Artigiani e Imprese di Lodi, mancano i protocolli da seguire e le azioni del Governo non fanno fronte alle esigenze reali. Il problema infatti, oltre a non aver fatturato per più di due mesi, è che si preannuncia un calo dei consumi di 75 miliardi che colpirà le piccole realtà, come quelle del Lodigiano già messe duramente in ginocchio.

Guadagni ridotti fino al 90%

Tra i manifestanti c’è chi, dopo mesi di chiusura e di lavoro razionato, vede i propri guadagni ridotti anche del 90%, senza una prospettiva di aumenti nel breve periodo.

La sensazione che si percepisce è quella di imprenditori, commercianti e semplici lavoratori lasciati soli, traditi.

“Non vogliamo lasciare a casa i nostri dipendenti senza lavoro” si legge su un altro cartello: il rischio sempre più concreto, purtroppo, è proprio questo. Perdere il lavoro, non avere i soldi per pagare mutuo e affitti, dover rinunciare al lavoro di una vita, chiudere la propria attività.

(Foto pubblicate sul gruppo Sei di Lodi se.. da Francesco Mercoli)

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