Maxiambulatorio

In Veneto 12mila test sierologici in dieci giorni nel palasport: perché noi no?

Una cinquantina gli operatori, dieci postazioni di lavoro.

In Veneto 12mila test sierologici in dieci giorni nel palasport: perché noi no?
Lodi, 05 Maggio 2020 ore 10:29

E’ un’immagine davvero forte. In Veneto hanno preso un intero palazzetto dello sport e l’hanno riconvertito in centro prelievi: in dieci giorni faranno 12mila test sierologici.

12mila test nel palasport in Veneto

In un momento in cui si parla tanto di sottoporre a screening la popolazione per avere un reale polso della situazione, l’iniziativa veneta (ancora una volta pionieristica) lascia l’amaro in bocca nella Lombardia della prima zona rossa e della mancata zona rossa della Valseriana, dove i primi test sembrano delineare lo sconcertante quadro di una popolazione al 62% positiva.

Accade nel Trevigiano, al Palaverde di Villorba, trasformato in maxiambulatorio. Ieri il collaudo con un centinaio di operatori del mondo sportivo Benetton e atleti di Benetton Rugby. Una cinquantina gli operatori del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 2, della Croce Rossa, della Protezione Civile trevigiana e della polizia locale di Villorba per l’effettuazione del maxi screening sierologico.

Sul parquet, opportunamente adattato del Palaverde, saranno effettuati – entro il 14 maggio – circa dodicimila test sierologici rapidi su varie categorie di persone rimaste socialmente attive in questi due mesi di pandemia, e quindi con un grado di esposizione superiore alla popolazione rimasta in quarantena a domicilio.

Ecco come funziona il test rapido

Per poter adibire il Palaverde ad ambulatorio il campo da gioco è stato coperto, per non danneggiarlo, con materiale impermeabile e sanificabile: sono state collocate, ampiamente distanziate una dall’altra, dieci postazioni di lavoro, presso ognuna delle quali l’utente verrà sottoposto a test rapido, che consiste nella puntura di un polpastrello e successiva “raccolta” di alcune gocce di sangue.

Il sangue viene depositato in un kit dotato di reagenti rapidi che evidenziano l’eventuale presenza di anticorpi contro il coronarivus. La ricerca è qualitativa, con risposta positiva o negativa per anticorpi IgM e/o IgG. Si tratta rispettivamente delle immunoglobuline prodotte dall’organismo come prima risposta all’infezione da Covid-19 e come risposta di medio lungo periodo.

In caso di positività al test rapido, che non consente di attribuire, ad oggi una patente di immunità ma di considerare un possibile contatto con il virus, viene immediatamente eseguito il tampone che attesta l’eventuale positività al virus, con conseguente isolamento e presa in carico della persona.

Ai negativi al test rapido viene consegnata immediatamente la relativa attestazione, ai positivi sottoposti a tampone verrà invece inviato il referto completo a domicilio nei giorni successivi.  Lo screening del Palaverde non interessa operatori sanitari, ospedalieri e territoriali, medici di medicina generale, per i quali l’Ulss 2 ha avviato nelle scorse settimane piani di monitoraggio dedicati, già in fase avanzata.

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