La decisione

Il vaccino AstraZeneca è sicuro, arriva il via libera dell’Ema

Dopo il verdetto dell'agenzia europea sul vaccino anglo-svedese potranno riprendere le somministrazioni.

Il vaccino AstraZeneca è sicuro, arriva il via libera dell’Ema
Cronaca 18 Marzo 2021 ore 18:41

Sciolto ogni dubbio sulla sicurezza del vaccino AstraZeneca la cui somministrazione era stata improvvisamente sospesa lunedì pomeriggio da Germania, Francia, Italia e da diversi altri stati europei. L’Ema, l’Agenzia Europea del Farmaco, dice che è sicuro.

AstraZeneca è sicuro: la conferma dell’Ema

Nessun legame causa-effetto fra il vaccino e i casi di trombosi ed embolie sospetti, anche letali, avvenuti in Germania: l’Ema chiude ogni dubbio sulla sicurezza del vaccino AstraZeneca dando quindi il via libera alla ripresa delle operazioni di somministrazione. Una decisione che era nell’aria già da poche ore dopo lo stop “precauzionale”: l’Agenzia europea nei giorni scorsi ha più volte ribadito l’assenza di elementi, al di là della mera consecuzione temporale, a legare inoculazione e trombosi. Lo stesso aveva fatto l’OMS (che aveva invitato subito a proseguire con le somministrazioni in quanto “i benefici sono maggiori dei rischi”) e l’agenzia del farmaco inglese, che aveva già negato nessi causali per quanto riguardava gli eventi tromboembolici registrati sul suo territorio.

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Circa 150mila somministrazioni in meno

Sospensione improvvisa lunedì, somministrazioni a zero fino a oggi: ammesso che domani, venerdì 19 marzo 2021, le inoculazioni riprendano a pieno ritmo i tre giorni di sospensione sono “costati” alla campagna vaccinale tra le 150mila e le 200mila vaccinazioni, che dal Governo hanno fatto sapere si potrà recuperare in un paio di settimane e “compensare” grazie alle maggiori dosi in arrivo da Pfizer e Moderna.

Rischio “diserzione”

Ma non si può negare che quanto avvenuto in questi giorni abbia comunque minato profondamente la fiducia nel vaccino AstraZeneca, già meno solida rispetto a Pfizer e Moderna. Non è da escludere quindi che possa aumentare il tasso di “diserzione” tra chi si era già reso disponibile a riceverlo.

A Roma stanno valutando le contromisure per arginare questo fenomeno. Tra le ipotesi, c’è quella di procedere con le prossime convocazioni in “overbooking”, chiamando al vaccino più persone rispetto alla programmazione giornaliera così da compensare eventuali assenze. L’altra, non alternativa, potrebbe fare leva sulla volontà di essere vaccinati, che non è diminuita: se si appartiene a una categoria da vaccinare con AstraZeneca e ci si rifiuta si “scala” alla fine della coda, costretti quindi ad attendere anche mesi per ricevere la propria dose. Cosa che, con le spinte di alcuni Stati per l’attivazione di una sorta di “passaporto sanitario” potrebbe portare molti a superare paura e diffidenze.