Gallera: “Lanciamo la banca del plasma iperimmune” | Nel Lodigiano +6 positivi

Presentato in Regione il progetto e i dati della sperimentazione mantovana/pavese sul plasma iperimmune.

Lodi, 11 Maggio 2020 ore 18:52

Illustrati i risultati della cura con il plasma: presenti l’asessore Gallera, il Presidente Fontana, professore Baldanti (Dir. unità virologia Policlinico San Matteo) prof. Bruno (Dir. Malattie infettive policlini San Matteo), dott. Perotti (serivizi oimuno ), Dott. Nicora (direttore generale policlinico San Matteo), Dott. Raffaele stradoni (dir. generale ASST Mantova).

L’intervento di Fontana

La sperimentazione è stata portata avanti dal San Matteo e dall’ospedale di Mantova per la cura con il plasma. Questa mattina ho avuto un colloquio con il ministro Speranza che ha confermato l’interesse del Governo per proseguire su questa iniziativa: il merito di questa ricerca va riconosciuto a Pavia e Mantova, i primi ad iniziare questa sperimentazione portandola a compimento. Questa sperimentazione accende la speranza per la cura del virus, per questo ringrazio tutte le persone che hanno partecipato a questa importante proposta.

L’intervento del Dott. Carlo Nicora

Il progetto è iniziato il 17 marzo e concluso 8 maggio ed era intitolato “Plasma da donatori guariti dal Covid come terapia per i pazienti critici”. Il progetto ha preso vita tra la seconda e la terza settimana in cui il covid era presente in Lombardia, con numeri allarmanti. Partendo da questa analisi i ricercatori hanno pensato di andare a studiare l’immunizzazione passiva, utilizzando il plasma di individui guariti e rinfonderlo in pazienti in ospedale malati. L’idea è nata sulla base di 4 punti:

  • in letteratura si parlava di scopo terapeutico del plasma dei guariti;
  • la possibilità di avere donatori locali (e quindi con quel particolare virus);
  • la possibilità di estrarre il plasma era facilmente attivabile nelle strutture della ricerca;
  • non esistevano studi che dimostrassero l’efficacia di questa terapia

Così è nato un progetto di studio pilota per capire se questa terapia, già usata in passato in casi differenti, potesse funzionare. Ma quali e quanti anticorpi usare? Bisognare avere una quantità sufficiente di anticorpi neutralizzanti trasferiti passivamente dal donatore al malato, così che venisse favorito il miglioramento della situazione clinica, la severità della malattia ecc.

Tre obiettivi del progetto:

  • studiare se utilizzando il plasma vi era diminuzione di mortalità a breve in terapia intensiva;
  • studiare se vi  era un miglioramento dei parametri respiratori;
  • studiare se vi era un miglioramento dei parametri legati all’infiammazione.

L’intervento del Professor Baldanti

La virologia ci insegna che un’infezione virale si supera quando l’organismo sa costruire anticorpi neutralizzanti. A marzo non esisteva alcun tipo di test sierologico quindi abbiamo isolato il virus in vitro su cellule umane portando alla distruzione delle cellule stesse, come avviene nei polmoni dei pazienti. Prendendo il siero dei guariti e aggiungendolo la distruzione veniva fermata. Diluendo il siero dei pazienti si riesce a vedere per quanto mantiene la carica neutralizzante (c.d. Titolo), era quindi necessario calcolare il potere neutralizzante del siero dei pazienti guariti da utilizzare in un protocollo pilota. Questo è stato l’inizio, avvenuto nei primi 15/20 giorni dall’epidemia.

L’intervneto di Perotti

Grazie ai separatori cellulari è stato possibile recuperare il plasma, ma i donatori dovevano garantire di possedere gli anticorpi necessari. Da un solo guarito si riescono a recuperare due dosi di plasma potenzialmente utile per guarire due pazienti.

L’intervento di Prof. Raffaele Bruno

In tutti gli studi sono stati arruolati pazienti con più di 18 anni che avevano tampoini positivi, stress respiratorio, radiografia al torace positivo, caratteristiche respiratorie tali da poter peggiorare: i pazienti che sono stati sottoposti a questa terapia sperimentale sono stati quindi scelti seguenti questi criteri. In totale sono stati arruolati 46 pazienti, l’ultimo arruolato l’8 maggio, tutti tra Mantova e Pavia (uno solo a Novara).

I risultati

L’obiettivo principale era la riduzione della mortalità all’inizio: il risultato è stato che da un decesso atteso ogni 6 pazienti, si è osservato un decesso ogni 16 pazienti. I parametri respiratori misurati sono migliorati drasticamente al termine della prima settimana e contestualmente i tre parametri per verificare il livello di infiammazione sono diminuiti al termine della prima settimana di terapia con il plasma.

L’intervento del Dott. Stradoni

La nostra è un’azienda ospedaliera: la prime 4 sacche arrivate da Pavia hanno portato con loro un cambio di passo tra i clinici, è stato un raggio di speranza. Non conosco ancora gli esiti della sperimentazione ma sono convinti siano positivi. Positivo anche la semplicità di questa terapia: il nostro centro è stato in grado di raccogliere un gran numero di sacche, anche grazie ad Avis e a tutti i donatori, così da poter curare il numero di soggetti che ci è stato assegnato. E’ un trattamento, a mio parere, molto efficace e ci è servito per ridare speranza: non devo far altro che pensare a chi ha pensato a queste cose.

L’intervneto di Gallera

“Per noi è uno straordinario orgoglio. Lombardia è una regione abituata a lavorare, a seguire le regole, i protocolli e ad evidenziare i risultati ottenuti. Noi siamo l’unica regione con un protocollo strutturato e con dei risultati. Ciò che abbiamo fatto in Lombardia è a disposizione di tutto il Paese. Tanti parlano oggi di essere proattivi su utilizzo del plasma, noi siamo quelli che lo abbiamo fatto. La nostra ricerca e l’utilizzo di un test sierologico che ha come focus gli anticorpi neutralizzanti oltre ad avere l’ambizione di sostituire il tampone, e per questo lo usiamo come screening di chi è a domicilio, ha funzione di trovare il plasma iperimmune. La strada che abbiamo scelto è stata dettata dalla scienza e dalla speranza di trovare una cura per una malattia che ad oggi non ne ha una. Ringrazio Baldanti e il Policlinico San Matteo. Abbiamo sempre tenuto la barra dritta perchè l’obbiettivo era ambizioso e importante per salvare delle vite. Trovare chi ha il plasma iperimmune serve a trovare i donatori. Da oggi lanciamo la banca del plasma iperimmune: da qui ai prossimi giorni sulla base delle indicazioni dei nostri scienziati sarà definito un protocollo per la donazione del sangue e del plasma, le modalità per farlo e definito questo protocollo inizieremo a fare la raccolta partendo dai tanti guariti che abbiamo. Tutte le nostre Asst richiameranno i guariti affinché vengano esaminati e poi per donare il plasma. Dopodiché stiamo facendo gli screening con i test sierologici a 500mila persone. Chi avrà gli anticorpi neutralizzanti riceverà la richiesta di donare il plasma. Passo successivo sarà la collaborazione con l’Avis e i suoi donatori, con esame del sangue per verificare se hanno le condizioni per il plasma iperimmune. Questa banca del plasma servirà per metterlo a disposizione per estendere la sperimentazione su un numero strutturato di malati e fare in modo che in tutta la Regione su cluster e fasce di pazienti diversi si possa iniziare a provare questo sistema di cura sempre all’interno di un progetto di studio”.

C’è qualcuno che non può ricevere il plasma iperimmune?

Ha le stesse caratteristiche del plasma trasfuso normalmente in medici, tutti possono ricevere tranne quei pazienti che hanno un deficit congenito in cui il paziente ricevente è sprovvisto di Ga e sviluppa una reazione allergica, che è una rarità in medicina.  Tra i pazienti trattati 7 pazienti erano intubati, gli altri con insufficienza respiratoria e nessuno aveva età avanzata.

Quanto deve passare tra la fase sperimentale e la prassi?

Non c’è un tempo  fisso per le riviste scientifiche per pubblicare i dati. La prassi dei ricercatori è quella di tenere rigore nella metodologia scientifica, il protocollo alla base del progetto però è già stato condiviso da altre aziende che hanno chiesto di conoscerlo (come Bergamo, Brescia o Milano, ma anche Pisa, Padova, Firenze e Monza). Il protocollo è quindi circolato. Da domani lavoreremo per poter trasferire questa cosa fatta a Pavia e Mantova su tutte le strutture regionali indicate affinché, con un tempo ragionevole, si possa avere la stessa garanzia nella raccolta e bancaggio del plasma da mettere a disposizione dentro un progetto e un protocollo di studio (questo non è un farmaco ma una modalità che si sta studiando).

Può essere utilizzato anche a livello preventivo?

Da noi non si può: non è permesso dall’attuale legislazione.

I dati di oggi

Di seguito i dati dei contagi odierni e
quelli del giorno precedente:

– i casi positivi sono: 81.871 (+364)
ieri: 81.507 (+282)
l’altro ieri: 81.225 (+502)

– i decessi: 15.054 (+68)
ieri: 14.986 (+62)
l’altro ieri: 14.924 (+85)

– in terapia intensiva: 341 (-7)
ieri: 348 (+18)
l’altro ieri: 330 (-70)

– i ricoverati non in terapia intensiva: 5.397 (-31)
ieri: 5.428 (-107)
l’altro ieri: 5.535 (-167)

– i tamponi effettuati: 492.642 (+7.508)
ieri: 485.134 (+7.369)
l’altro ieri: 477.765 (+11.478)

I casi per provincia con l’aggiornamento rispetto agli ultimi giorni:

BG: 11.791 (+50)
ieri: 11.741 (+24)
l’altro ieri: 11.717 (+46)

BS: 13.620 (+70)
ieri: 13.550 (+44)
l’altro ieri: 13.506 (+46)

CO: 3.504 (+8)
ieri: 3.496 (+16)
l’altro ieri: 3.480 (+10)

CR: 6.250 (+2)
ieri: 6.248 (+6)
l’altro ieri: 6.242 (+23)

LC: 2.536 (+50)
ieri: 2.486 (+4)
l’altro ieri: 2.482 (+34)

LO: 3.277 (+6)
ieri: 3.271 (+7)
l’altro ieri: 3.264 (+42)

MB: 5.074 (+19)
ieri: 5.055 (+9)
l’altro ieri: 5.046 (+31)

MI: 21.490 (+114) di cui 9.071 (+52) a Milano citta’
ieri: 21.376 (+104) di cui 9.019 (+54) a Milano citta’
l’altro ieri: 21.272 (+178) di cui 8.965 (+98) a Milano citta’

MN: 3.251 (0)
ieri: 3.251 (+1)
l’altro ieri: 3.250 (+13)

PV: 4.801 (+24)
ieri: 4.777 (+35)
l’altro ieri: 4.742 (+38)

SO: 1.288 (+1)
ieri: 1.287 (+7)
l’altro ieri: 1.280 (+4)

VA: 3.196 (+14)
ieri: 3.182 (+18)
l’altro ieri: 3.164 (+16)

e 1.793 in corso di verifica.

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