Il commento politico

Focolaio Covid nei reparti “Covid free” dell’ospedale Maggiore di Lodi

Pd Lodigiano "Asst accerti rapidamente le cause del problema e dia risposte alle preoccupazioni dei lodigiani".

Focolaio Covid nei reparti “Covid free” dell’ospedale Maggiore di Lodi
Cronaca Lodi, 04 Dicembre 2020 ore 16:17

Scoperti dei positivi nel reparto di Medicina e di Cardio-pneumologia.

Focolaio al Maggiore di Lodi

Tra il 26 e il 27 novembre 2020 si sono scoperti 16 pazienti positivi al Covid nel reparto di Medicina dell’ospedale Maggiore di Lodi, diventati 18 nella giornata di ieri, 3 dicembre 2020. 8 positivi sono stati scoperti invece nel reparto di Cardio-pneumologia con l’aggiunta di almeno 8 operatori sanitari: sono questi  i numeri i contagiati nei reparti che dovevano essere “Covid-free” nell’ospedale di Lodi Lodi nel giro di pochi giorni, numeri che allertano e che evidenziano un focolaio Covid lì proprio dove dovrebbero essere sicuri. I tamponi sono tutt’ora in corso per rilevare altri potenziali pazienti.

L’ospedale, in seguito ai test risultati positivi, ha isolato i malati e dimesso gli asintomatici. Il reparto di medicina è stato chiuso e nel weekend verrà sanificato così da poter ospitare nuovamente in sicurezza i pazienti a partire dalla prossima settimana. Durante i giorni necessari alla sanificazione l’Asst si appoggerà agli ospedali di Casale e di Codogno.

Per il Pd Lodigiano si tratta di una:

“Gravissima la notizia del focolaio in reparti Covid free dell’ospedale Maggiore di Lodi. Asst accerti rapidamente le cause del problema e dia risposte alle preoccupazioni dei lodigiani. “

Pd Lodigiano: “Asst accerti le cause del problema”

La notizia dell’esplosione di un focolaio di coronavirus all’interno di reparti teoricamente “Covid free” dell’Ospedale Maggiore di Lodi è gravissima e preoccupante, anche perché i numeri dei contagi sono significativi sia tra i pazienti che tra gli operatori sanitari (rispettivamente a ieri 26 e 8, secondo le informazioni ufficiali fornite dall’Asst) e non autorizzano a ridimensionare il fatto ad un inconveniente sporadico. Nell’immediato c’è l’urgenza di sanificare gli spazi risultati contaminati (con l’aggiunta del disagio della chiusura di due reparti di cruciale importanza come Medicina e Cardio-pneumologia, che ha costretto ad una serie di adeguamenti a Lodi e a trasferire pazienti a Codogno e Casalpusterlengo), ma allo stesso tempo occorre prendere rapidamente misure efficaci per fare in modo che il problema non si ripeta, andando poi a fondo nella ricerca delle cause che hanno portato a questa eclatante situazione. A questo proposito la direzione generale dell’Asst ha annunciato un audit interno, che si auspica sia veloce ed approfondito, ma anche chiaro e trasparente, perché è giusto che gli esiti di questi accertamenti vengano presentati pubblicamente, consentendo a tutti di capire cosa sia successo e perché. Le cronache odierne, infatti, riportano anche dichiarazioni di fonte sindacale che mettono in dubbio la conformità dei dispositivi di protezione individuale dati in uso al personale sanitario, con particolare riferimento alle mascherine.
E’ allora inevitabile chiedere alla Asst se ciò corrisponde al vero e, nel caso, a chi va attribuita la responsabilità dell’acquisto. Asst ha proceduto ai dovuti controlli per garantire il raggiungimento dei livelli di sicurezza previsti dalle direttive del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità? E la Regione Lombardia ha messo gli ospedali in condizione di adottare ed applicare al meglio i protocolli di prevenzione e sicurezza? Sono domande di fondamentale importanza, che aspettano risposte certe e veloci.

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