La banda dei distributori aveva messo a segno colpi da 200mila euro. I soldi servivano per fare gli imprenditori

Segui LIVE la conferenza stampa che racconta le indagini dei carabinieri di Cassano d'Adda che hanno portato all'arresto di 4 ragazzi.

La banda dei distributori aveva messo a segno colpi da 200mila euro. I soldi servivano per fare gli imprenditori
14 Marzo 2018 ore 11:59

Ha preso avvio in questi minuti la conferenza stampa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Milano in merito all’arresto della banda di criminali dedita a ripulire i distributori di benzina.

Debellata la banda

A raccontare le indagini che hanno condotto i carabinieri della Compagnia di Cassano d’Adda a chiudere il cerchio ci sono il comandante capitano Giuseppe Verde  e il sostituto procuratore della Repubblica.

Un mese di indagini

E’ stato un lavoro certosino quello condotto dai carabinieri della Compagnia. Tutto è cominciato dal primo colpo messo a segno dalla banda, avvenuto a Cernusco sul Naviglio il 12 gennaio in un distributore di benzina. I lavori di indagine hanno portato i militari a individuare  la banda  formata da almeno quattro persone di origine albanese.

Soggiornavano a Melzo

La banda era estremamente organizzata e aveva trovato luogo dove soggiornare a Melzo. Il capo, un ragazzo nato nel 1992, si avvaleva della collaborazione di un autista di soli 24 anni. Altri due ragazzi sono stati individuati all’interno della batteria, ma attualmente risultano latitanti.

Colpi da oltre 200mila euro

I carabinieri, seguendo le loro tracce, hanno ricostruito  diversi colpi nei benzinai della Martesana (Melzo, Bellinzago, Pessano solo per citarne alcuni) che avevano fruttato un bottino da oltre 200mila euro. Oltre a ciò, sono stati individuati come responsabili di almeno due rapine in abitazione avvenute nel Lodigiano e nel Bresciano.

Volevano fare la bella vita

Il loro obiettivo era arricchirsi attraverso traffici illeciti e atti criminali (a loro sono stati collegati anche episodi di spaccio di cocaina tra Pioltello, Segrate e Cernusco, ma erano attività marginali). Una volta raccolto sufficiente bottino, infatti, puntavano a tornare in Albania dove avrebbero potuto condurre vite da agiati imprenditori.

 

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