solidarietà

Continua il progetto Mano a Mano per migliorare il sistema di accoglienza nel Lodigiano

E' uno dei progetti della quarta edizione del bando “Welfare di comunità” di Fondazione Cariplo.

Continua il progetto Mano a Mano per migliorare il sistema di accoglienza nel Lodigiano
Lodi, 22 Giugno 2020 ore 16:39

Le comunità reali e virtuali, luoghi di accoglienza e di libera espressione. Durante l’emergenza Covid-19, il progetto Mano a Mano attiva i laboratori digitali per permettere a italiani e persone migranti di continuare a condividere e progettare insieme, anche se distanti.

“Welfare di comunità” di Fondazione Cariplo

Mano a Mano, è uno dei progetti della quarta edizione del bando “Welfare di comunità” di Fondazione Cariplo che in 12 Comuni della Provincia Lodigiana prova a innovare il sistema di accoglienza creando occasioni di incontro fra italiani e migranti e accompagnando questi ultimi verso l’autonomia abitativa, lavorativa e sociale.

Dopo un primo momento di difficoltà, in cui Mano a Mano ha dovuto rinunciare a una delle sue azioni portanti, i Laboratori Sociali, luoghi di condivisione tra italiani e persone migranti, il progetto ha trovato il modo per continuare online il suo lavoro.

Attivati laboratori digitali

Appoggiandosi a una piattaforma esistente, il Padlet, il progetto ha attivato i Laboratori Digitali gestiti da un gruppo di facilitatori e aperti a tutti coloro che desiderano contribuire con commenti, post, foto e video, per continuare a scambiarsi informazioni, progettare, socializzare e conoscersi. Mentre sono nati e gestiti da cittadini e associazioni i laboratori tematici:

  • Mescolare con cura, un laboratorio di cucina dedicato al cibo da tutto il mondo;
  • Officina Linguistica, un laboratorio per imparare la lingua italiana;
  • Mappa Beni Comuni, per segnalare i luoghi nel lodigiano da rigenerare e restituire alla comunità;
  • Tempo Libero, un laboratorio libero di creatività;
  • TG Mondo, per condividere notizie di attualità da tutto il mondo.

I Laboratori Digitali e i laboratori tematici ci hanno aiutato a non interrompere il dialogo con le persone ingaggiate dal progetto, e ci hanno permesso di intercettare persone nuove, soprattutto molti ragazzi migranti del territorio.

Marta Giorgi, assistente di progetto e referente del lavoro di comunità.

I laboratori coinvolgono un centinaio di persone

Ad oggi tutti i Laboratori coinvolgono circa un centinaio di persone di cui una 60ina sono attivi ed interagiscono quotidianamente sullo strumento. Sono 40 migranti ospitati nei centri di accoglienza e 20 italiani che, insieme ai facilitatori, stanno anche tornando a immaginare delle piccole occasioni di incontro nei mesi estivi, come la Passeggiata al Chiar di Luna o la Musica nei Campi, nel rispetto delle misure sanitarie.

Ma lo strumento digitale si sta rivelando talmente prezioso che anche in futuro non verrà abbandonato.

“Durante questa pandemia abbiamo capito che nei nostri territori esistono molte forme di aggregazione diverse e quindi molte comunità: quelle virtuali non sono secondarie ma sono delle vere e proprie comunità e, come tali, possono diventare luoghi di cura e di libera espressione.”

Annamaria Cremascoli, facilitatrice

Particolarmente significative sono le esperienze dei Laboratori tematici Officina Linguistica e TG Mondo.

Grazie al Laboratorio dell’Officina Linguistica sono infatti stati intercettati nuovi cittadini che si sono resi disponibili a diventare volontari e insegnare l’italiano. Insieme ai ragazzi del CPIA, che in parte hanno “adottato” la gestione dei contenuti di questo laboratorio, ci sono anche giovani di altre realtà associative del territorio: l’Associazione Lodi Città Aperta e Chiacchiere in italiano producono dei video molto divertenti, e attivano a loro volta i loro contatti.

TG Mondo

Mentre il Laboratorio TG Mondo, nato da un’iniziativa di Nino Bonaldi dell’Associazione Scuola Tutto Mondo e di Silvia Vistarini un’insegnante del CPIA di Lodi, partner di progetto, ha visto la partecipazione di tantissimi ragazzi e ragazze migranti provenienti da 23 paesi diversi. Grazie al loro contributo, in pochi giorni è già ricchissimo di contenuti con notizie aggiornate riguardo la diffusione del Covid-19 nei loro paesi di origine e le misure adottate per contrastarlo e foto delle persone locali.

Silvia Vistarini sta utilizzando questi due laboratori come strumenti per la didattica a distanza in una classe media di ragazzi tra i 15 e i 17 anni, minori migranti accolti nel lodigiano. I contenuti che i ragazzi aggiornano e caricano su TG Mondo e la loro esperienza da reporter saranno oggetto e argomento della tesina per l’esame di terza media di quest’anno. La partecipazione è davvero tanta e molto sentita: Hussain racconta che in Siria l’emergenza sta provocando una tremenda ‘crisi del pane, Camara condivide il suo dolore perché ha appena saputo che nel suo paese c’è stata una sommossa per via del Covid e alcuni amici sono stati feriti. Abdoul invece condivide i suoi dubbi: “la vera domanda in Africa è: uccide di più il virus o la povertà?”. E ancora: i cittadini marocchini sono stati molto ricettivi, dobbiamo restare a casa, dobbiamo avere pazienza.
Scorrendo le notizie si ha davvero la sensazione di fare parte di una grandissima comunità che sta condividendo le stesse difficoltà, ma anche le stesse speranze.

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