Chiuso il centro di accoglienza migranti di Lodi Vecchio

"I fondi proposti non assicurano di garantire la sufficiente dignità agli ospitati"

Chiuso il centro di accoglienza migranti di Lodi Vecchio
Lodi, 27 Novembre 2019 ore 11:32

E' successo giovedì 21 novembre 2019: il centro di accoglienza di Lodi Vecchio ha iniziato ad essere svuotato. Non ospiterà più nessun migrante perché non è più stato messo nelle condizioni di poterlo fare.

Sgomberato il centro di accoglienza di Lodi Vecchio

Alessandro Omini e Danilo Turco, rappresentanti di Alpa Srl che gestiva il centro, hanno spiegato le motivazioni che li hanno portati a chiudere il progetto di accoglienza nella propria struttura, non partecipando alla gara d'appalto che a febbraio era stata indetta dalla prefettura di Lodi per trovare chi gestisse circa 600 richiedenti asilo.

I gestori hanno dichiarato di non aver partecipato per via della riduzione delle tariffe per migrante disposta dall'ex ministro degli Interni Matteo Salvini, che mesi fa ha ribassato la tariffa da 34 a 18/23 euro al giorno per migrante, non sufficiente - secondo i rappresentati di Alpa Srl - a garantire un servizio sufficientemente dignitoso alle persone ospitate. 

I profughi che erano ancora presenti nel centro di Lodi Vecchio sono stati trasferiti in altri centri delle province limitrofe di Milano e Varese.

L'attività del centro lodigiano

Dal 2015 il centro riusciva a gestire almeno tra i 50 e i 60 richiedenti asilo grazie ai bandi proposti dalla prefettura di Lodi, avendo a disposizione una struttura che ne avrebbe potuti contenere al massimo 76.

Giovedì 21 novembre la Prefettura di Milano a disposto le operazioni per lo sgombero prelevando circa 30 migranti per portarli nelle rispettive future destinazioni. L'operazione si è svolta in tutta tranquillità, senza tensioni o scontri.

Nel corso di questi quattro anni di attività, le persone ospitate nella struttura gestita da Alpa Srl si era adoperata più volte per la cittadinanza lodigiana, per esempio ripulendo gli scavi archeologici di piazza Santa Maria.

I rappresentanti di Alpa però non si arrendono, dichiarando la loro disponibilità a collaborare con la prefettura o per altri progetti sociali.

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