Operazione "Mestier"

Assalti con l’esplosivo agli sportelli Atm, fermata la banda sinti che colpiva anche nel Lodigiano

Colpi che hanno fruttato complessivamente circa 1.500.000 di euro.

Cronaca Lodi, 15 Marzo 2021 ore 12:11

Assaltavano con l’esplosivo gli sportelli Atm: è stata fermata la banda sinti che ha terrorizzato il nord Italia, con colpi messi a segno anche nella Bergamasca. L’episodio più grave a Legnago quando vennero esplosi due colpi di fucile automatico AK47 “Kalasnikov” contro i Carabinieri. Ne danno notizia i colleghi di Prima Verona.

Assaltavano sportelli Atm, presa la banda

Nelle prime ore di oggi, 15 marzo 2021, il personale del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Verona, coadiuvato nella fase operativa dai Comandi dell’Arma territorialmente competenti e dalla Compagnia d’Intervento Operativo del 4° Btg. “Veneto” di Mestre, ha dato esecuzione a 7 provvedimenti di custodia cautelare in carcere, emessi da GIP del Tribunale scaligero, nei confronti di altrettanti soggetti di età compresa tra i 24 e i 50 anni, pregiudicati, residenti nelle province di Verona, Vicenza, Padova e Treviso resisi responsabili, tra l’altro, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati mediante esplosivo, detenzione illegale di armi ed esplosivo, tentato omicidio, riciclaggio e rapina.

Operazione Mestier

L’operazione si inserisce in un più ampio contesto relativo l’attività investigativa convenzionalmente denominata “Mestier” (che nel linguaggio dei sinti veneti significa “Giostra”) condotta dagli uomini dell’Arma dal mese di settembre 2019 al settembre 2020 e coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona, che ha consentito di disarticolare un sodalizio criminale armato, di etnia sinti, dedito in modo sistematico e continuativo all’esecuzione di furti aggravati con l’utilizzo di esplosivo in danno di dispositivi ATM di vari istituti di credito/uffici postali di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna.

Il modus operandi

Il modus operandi oramai collaudato prevedeva che il gruppo, all’interno del quale erano stabiliti ruoli ben precisi, raggiungesse l’obiettivo con potenti autovetture rubate, alle quali erano state applicate targhe contraffatte per eludere i sistemi di rilevazione targa comunali.

Mentre alcuni si dedicavano a presidiare l’area armati di pistola e armi semiautomatiche, gli altri usando utensili artigianali fabbricati allo scopo inserivano il congegno esplosivo, comunemente detto “marmotta”, nel dispositivo ATM dell’istituto di credito/ufficio postale facendolo deflagrare con l’ausilio di una batteria per auto collegata con un cavo elettrico.

Nel complesso al sodalizio criminale sono stati addebitati 30 episodi commessi tra il 2017 ed il 2020 tra le province di  Verona, Vicenza, Bergamo, Lodi, Mantova, Bologna e Modena che hanno fruttato complessivamente circa 1.500.000 di euro.

L’episodio più grave a Legnago

Il più grave è quello avvenuto il 10 febbraio 2020 alle ore 04.00 a Legnago in danno della locale agenzia “Sparkasse” durante il quale vennero esplosi due colpi di fucile automatico AK47 “Kalasnikov” all’indirizzo di un equipaggio di militari del NORM della Compagnia CC di Legnago intervenuti durante un ordinario servizio di perlustrazione, che attinsero solo l’autoradio lasciando illesi gli occupanti.

Le attività investigative avevano consentito, quindi, d’individuare il luogo dove i soggetti custodivano le armi ovvero in un casolare abbandonato nella campagna vicentina. Proprio in questa località, nel comune di Montegalda (VI), la notte del 5 settembre 2020, nel corso di uno specifico servizio svolto dagli investigatori, coadiuvati nella fase operativa da rinforzi del Comando Provinciale Carabinieri di Verona e Vicenza, venivano tratti in arresto nella flagranza di reato due dei componenti del sodalizio proprio mentre, unitamente agli altri poi datisi alla fuga, stavano dissotterrando le armi e si stavano apprestando ad eseguire un’altra serie di assalti.

Nella circostanza venivano recuperate due pistole, un revolver ed una semiautomatica, risultate rubate, sette congegni esplosivi (marmotte) già attivati, l’auto utilizzata per gli assalti nonché tutti gli strumenti d’effrazione ed il materiale per il travisamento.

Sono stati contestati, in tutto, 45 capi d’imputazione che vanno dall’associazione per delinquere, riciclaggio, rapina, ricettazione nonché il tentato omicidio nei confronti dei militari dell’Arma avvenuto il 10 febbraio 2020.