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La video denuncia

Ex consorzio agrario, ruspe in azione a oltranza fino a sera. LodiVerde: "Si stanno rispettando le norme?"

Il presidente Andrea Sari del Circolo Legambiente LodiVerde ha denunciato l'eccessivo prolungarsi dei lavori, in barba alle norme vigenti.

Attualità Lodi, 10 Novembre 2021 ore 09:45

Sono iniziati da meno di una settimana i lavori all'ex consorzio Agrario di Lodi e le polemiche sul tema crescono sempre di più. Il presidente Andrea Sari del Circolo Legambiente LodiVerde ieri ha lamentato l'eccessiva durata dei lavori durante il giorno, i quali proseguirebbero ben oltre l'orario consentito disturbando i residenti della zona limitrofa a quella dove dovrebbe sorgere il mega hub di Esselunga.

La denuncia di LodiVerde

Nel comunicato stampa diffuso da LodiVerde si legge la denuncia del Circolo, fortemente contrario al progetto Esselunga per l'impatto anche ambientale che avrebbe sulla città:

Ieri sera sino alle 20,30, questa mattina si è ricominciato alle 7 in punto.
Qualcuno in Comune controlla l’attività del cantiere? Si stanno rispettando le norme?

Ecco i filmati (e il rumore) a circa 200 metri dal cantiere. Ma ci sono abitazioni a poche decine di metri di distanza. Ieri sera diversi abitanti hanno segnalato via email (visto che la vigilanza urbana non ha attivo alcun numero di emergenza) a Comune, Arpa e Polizia locale il protrarsi del lavoro con ruspe, camion e cadute di rovine (parti di muro e materiale metallico) al cantiere ex-consorzio.
Il regolamento del Comune prescrive la chiusura dei lavoro di cantieri all’aperto, in via del tutto eccezionale, al più tardi per le ore 20 di sera. Ieri sera le celle fotoelettriche e le ruspe si sono fermate alle 20,30. Il regolamento prescrive che non si facciano polveri e inquinamento di particolato e rumore: è evidente che al cantiere per l’Esselunga godono di un occhio di riguardo da parte del Comune.

Ebbene, questa mattina alle 7 si sono riaccesi i motori: dopo una pausa di appena di 10 ore e mezza. Al cantiere si lavora in continuo su 2 turni. Come si spiega tutta questa fretta? Quattro anni di ritardi, di varianti urbanistiche che hanno allungato i tempi, errori nel progetto di bonifica dell’area, che non è ancora finita… E ora arriva finalmente la prima pronuncia del tribunale, che proprio il 23 novembre ha fissato l’udienza sulla richiesta di sospensiva. Paura di perdere? Si vuole arrivare davanti al giudice con il fatto compiuto? Ci sembra incredibile, che il costruttore e il Comune di Lodi faccia a gara con tribunale a chi arriva prima.

Sino ad ora non c’è stato alcun ritardo causato dai ricorsi al TAR. Forse, se il giudice ci darà ragione, dal 23 novembre in poi.
E infine, oltre agli orari di cantiere e al rumore, vengono rispettate le norme sul lavoro edile? Quelle ambientali, in materia di rifiuti e riciclo dei materiali edili? Come si fa a differenziare al buio i diversi materiali che si trovano tra le rovine dei crolli del silos? Le aree su cui completare la bonifica sono interessate dai lavori? Siamo certi di non risollevare polveri pericolose? Quali controlli sono stati effettuati?