Mulazzano

Ecco la app contro il bullismo nelle scuole: la presentazione a Mulazzano

Sindacati e dirigente scolastica: "I dati sulla violenza e il bullismo nelle scuole sono e rimangono preoccupanti"

Ecco la app contro il bullismo nelle scuole: la presentazione a Mulazzano
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La app contro il bullismo nelle scuole: presentata all'istituto comprensivo Gramsci di Mulazzano. "I dati sono e restano preoccupanti".

Ecco la app contro il bullismo nelle scuole

E' stata presentata nella mattinata di ieri, mercoledì 7 febbraio 2024, nella sede dell'istituto comprensivo di Mulazzano Antonio Gramsci, la nuova app per le scuole per dire no al bullismo e al cyberbullismo.

La sede del comprensivo di Mulazzano:

L’app, data in dotazione agli alunni, è frutto di un protocollo d’intesa con le famiglie, le strutture pubbliche, le forze dell’ordine, i servizi sociali e le associazioni.

Chi era presente all'incontro

Alla presentazione della nuova App contro il bullismo erano presenti, tra gli altri, la sottosegretaria al Ministero dell’Istruzione e del Merito Paola Frassinetti, il prefetto di Lodi Enrico Roccatagliata, la vicepreside dell’istituto comprensivo di Mulazzano Anna Penso, il segretario nazionale Uil Scuola Giuseppe D’Aprile e il segretario regionale Uil scuola Lombardia Abele Parente.

La sottosegretaria al Ministero per l'Istruzione Paola Frassinetti
La sottosegretaria al Ministero per l'Istruzione Paola Frassinetti

Allarmanti i dati sulla violenza nelle scuole

"Purtroppo i dati sulla violenza nelle scuole - spiega il segretario regionale Uil scuola Lombardia Abele Parente - da noi elaborati esattamente un anno fa sono ancora oggi fin troppo validi. Anzi, rispetto a un anno fa abbiamo riscontrato un ulteriore aumento, anche a causa dei social media che istigano alla violenza e a gesti estremi, compiuti in cambio di qualche like in più".

L'app attiva procedure di intervento

Aggiunge Parente: "Con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, che filtra il contenuto dei messaggi e a seconda dell’entità della richiesta, l’app attiva procedure di intervento. Si tratta di un’iniziativa messa in campo da una piccola comunità che si mette in gioco a sostegno dei ragazzi e della prevenzione. Voglio ricordare che la punizione fine a se stessa non educa ma inasprisce. E’ fondamentale trovare percorsi condivisi con le famiglie in un processo di rieducazione al rispetto di sé, degli altri e delle istituzioni. In queste azioni la scuola deve essere lasciata libera ma non sola”.

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