Ricoveri esponenziali

Allarme terapie intensive, i medici: situazione a rischio TUTTI I NUMERI

Da 5179 posti pre-Covid a 6458, ma siamo lontani dai 8732 posti letto totali, obiettivo fissato dal Governo a maggio.

14 Ottobre 2020 ore 12:22

A preoccupare non sono i numeri attuali, ma la tendenza, che si fa esponenziale. E perciò i medici lanciano l’allarme, perché a livello di terapie intensive a breve termine potrebbero verificarsi situazioni a rischio.

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A rischio: il caso emblematico della Lombardia

In Lombardia 3 giorni fa +4 ricoverati in terapia intensiva, 2 giorni fa +8, 1 giorno fa +11.

Insomma, se immaginiamo di proiettare un trend di questo tipo nelle prossime settimane, potremmo trovarci da poche decine a diverse centinaia di pazienti ricoverati.

Al momento in Lombardia sono 63 i pazienti nelle rianimazioni: se dovessero superare la soglia di sicurezza dei 150, scatterebbero provvedimenti come la riattivazione precauzionale del famoso ospedale in Fiera che nella Fase 1 era rimasto poco utilizzato.

Regione Lombardia sta valutando se introdurre restrizioni locali più forti (deciderà fra un paio di giorni, numeri, alla mano) rispetto al nuovo Dpcm 13 ottobre 2020.

Quindici giorni per invertire la tendenza di aumento dei contagi e dei ricoveri, per scongiurare che gli ospedali milanesi vadano al collasso travolti da una nuova ondata di casi di coronavirus. È la stima del professor Massimo Galli, virologo dell’ospedale Sacco di Milano, che in un’intervista telefonica a Fanpage.it avverte:

“Bisogna fare grande attenzione alla situazione preoccupante dell’area metropolitana di Milano. Abbiamo pochissimo tempo”.

I posti in terapia intensiva sono aumentati, ma non basta

Dalla fase pre-Covid in cui i posti in terapia intensiva erano 5179, la situazione è migliorata: ora siamo a 6458 posto in tutta Italia.

Ma a maggio il Governo aveva stanziato 1.3 milioni di euro per raggiungere l’obiettivo di 8732 posti letto totali: un target che non è stato raggiunto.

Solo Veneto, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia sono riusciti a stare nei parametri di sicurezza indicati dal Governo, ovvero 14 posti ogni 100mila abitanti.

 

 

 

 

 

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