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Incredibile testimonianza

Sopravvissuto una notte nel crepaccio: "Ho mangiato neve per idratarmi, la sveglia suonava ogni 30 minuti"

Il racconto del 47enne Giorgio De Bona, ritrovato miracolosamente vivo.

Sopravvissuto una notte nel crepaccio: "Ho mangiato neve per idratarmi, la sveglia suonava ogni 30 minuti"
Glocal news 23 Dicembre 2021 ore 09:52

E' caduto in una dolina in prossimità del versante tra Monte Cavallo e Rifugio Semenza mentre stava facendo scialpinismo. Ed è scomparso dai radar. Per un giorno intero. Ha trascorso una notte al freddo, sfruttando alcuni espedienti che, con il senno di poi, gli hanno risparmiato la vita. Il resto, poi, l'hanno fatto i soccorritori che si sono messi sulle sue tracce, ricostruendo il suo probabile percorso, e ritrovandolo, vivo, per fortuna, all'interno di una dolina. A dieci metri di profondità.

"Ho mangiato neve per idratarmi, la sveglia suonava ogni 30 minuti"

L'uomo, il 47enne Giorgio De Bona residente ad Alpago in provincia di Belluno, può essere definito un miracolato. E il suo racconto di quei terribili momenti, riportato dal Corriere della Sera, è davvero emozionante.

Ha riferito di essere un esperto di sci alpinismo, e che il buco nel quale è caduto, era al momento coperto da un cornicione di ghiaccio. Non si vedeva. E così il 47enne ci è finito dentro a testa in giù, incastrandosi nella roccia al buio. Ma la rabbia e l'esperienza gli hanno permesso di liberarsi, di girarsi e di pensare a una strategia.

IL VIDEO DEL SALVATAGGIO:

L'incredibile testimonianza dello scialpinista sopravvissuto

La parete da risalire era altissima, e per compierla ha dovuto prendere una decisione molto delicata: abbandonare lo zaino con la coperta termica e l'equipaggiamento. Ma la decisione si è rivelata vitale. In questo modo, quindi, De Bona è riuscito a raggiungere un punto più vicino alla superficie. E poi ha aspettato.

"Sono rimasto in piedi cambiando posizione per non far atrofizzare i muscoli - ha spiegato - La sveglia sul cellulare suonava ogni 30 minuti per evitare di prendere sonno. Ho pregato, pensavo a mia moglie, ai miei figli".

Il 47enne ha anche inviato degli sms alla famiglia, ma i messaggi sono arrivati solo quando è stato recuperato dai soccorritori, perché il telefono era fuori servizio.

"Ho resistito per mia moglie Annalisa - ha concluso - Per i miei figli di 13 e 10 anni, Michelangelo e Sebastiano. Non avrei mollato mai".

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