Lodi

Nuova sede Archivio storico comunale: approvato il progetto preliminare FOTO

Sorgerà nel cuore del complesso industriale dismesso di Piazzale Forni.

Nuova sede Archivio storico comunale: approvato il progetto preliminare FOTO
Foto più viste Lodi, 16 Dicembre 2020 ore 12:25

Realizzazione della sede definitiva dell’Archivio storico comunale: approvato dalla Giunta il progetto di fattibilità tecnico-economica.

Nuova sede per l’Archivio storico comunale

Sorgerà nel cuore del complesso industriale dismesso di Piazzale Forni la nuova sede dell’Archivio storico di Lodi. L’ex Linificio, realizzato tra il 1907 e il 1908, è divenuto da tempo un importante centro di servizi in cui convivono diverse funzioni di interesse pubblico, in una zona strategica per la città, a pochi passi dalla stazione ferroviaria e facilmente raggiungibile anche per chi proviene dal centro storico.

L’Archivio ne occuperà il corpo centrale, estendendosi su una superficie di 1.665 metri quadrati. Il progetto di fattibilità tecnico-economica, approvato lunedì 14 dicembre 2020 dalla Giunta comunale, prevede la completa ristrutturazione dei locali individuati per ospitare la nuova sala di consultazione e il deposito del materiale documentario, con un intervento il cui quadro economico complessivo è stimato in 2.500.000 euro di cui 1.560.000 euro di lavori.

La vecchia sede chiusa per inagibilità

L’Archivio storico era precedentemente collocato all’interno di un immobile in via Fissiraga, sottoposto a chiusura dall’aprile 2019 per inagibilità, determinata dalla mancanza dei requisiti necessari a garantire l’incolumità degli utenti e del personale e la tutela del patrimonio archivistico.

“Questo progetto non rappresenta esclusivamente il soddisfacimento dell’esigenza di dare una sede idonea all’importante patrimonio archivistico del Comune, ma amplia la visione nel lungo periodo verso la creazione di un centro culturale – dichiara l’Assessore ai Lavori Pubblici e Patrimonio Claudia Rizzi -. Quale migliore occasione allora per trasformare un problema, quello della dichiarata inagibilità della sede dell’Archivio storico, in un’opportunità che possa ridare dignità e lustro ad uno degli edifici storici più belli della nostra città? Un edificio nato con vocazione industriale, a ridosso del tracciato urbano della ferrovia, che è stato riconvertito nel corso dei decenni ed è stato simbolo del lavoro e dell’operosità del nostro territorio. Ed è proprio questo il futuro che vediamo per l’ex Linificio: un luogo dove la storia, la cultura e l’arte possano fondersi e riportare in vita quello spirito intraprendente e dinamico che l’ha caratterizzato per quasi un secolo, offrendo anche una nuova possibilità alla nostra città di valorizzare al meglio il proprio patrimonio architettonico, artistico e documentale. L’intervento complessivo è stato suddiviso in lotti funzionali di successiva realizzazione. Il primo, di cui stiamo affidando la progettazione definitiva-esecutiva che si concluderà il prossimo anno, riguarda proprio la nuova sede dell’Archivio storico, che occuperà tutta l’area al piano terra sottostante il CFP. Il secondo lotto approfondirà la progettazione degli spazi esterni di accesso, con un ridisegno di piazzale Forni e il recupero di un’ulteriore porzione dell’ex Linificio, da destinare sempre al deposito archivistico, mentre il terzo e il quarto definiranno gli spazi per il Museo civico e le esposizioni temporanee e permanenti”.

Come sarà strutturata la nuova sede

La nuova sede si articolerà in una sala di consultazione con 22 postazioni dotate di tavoli in legno e di illuminazione puntuale, separate tra loto da partiture in vetro, e in una biblioteca per la conservazione dei documenti. Un sistema manuale meccanico permetterà agli scaffali, alti oltre 2,30 metri, di scorrere su binari e compattarsi su un lato, in modo tale da poter definire un’unica corsia di accesso, sfruttando al massimo lo spazio utile.

L’ingresso avverrà da piazzale Forni e sarà adeguato anche per gli utenti disabili. Nella sala di accoglienza saranno disposti il bancone della reception, le sedute per l’attesa e un vano per la posa di borse o zainetti. Questo spazio risulterà diviso dagli altri ambienti con vetrate trasparenti per aumentare la luminosità, favorendo anche il controllo dell’utenza.

Saranno infine ricavati due servizi igienici accessibili per i disabili, uno a servizio dei dipendenti e uno dei visitatori.

Il progetto

La proposta progettuale comprende il recupero allo stato originario della facciata dell’immobile in mattoni a vista. Coerentemente con i caratteri tipici dell’archeologia industriale, le pareti interne saranno in cartongesso ignifugo e si prevede una rasatura grigia dei pilastri e delle volte.

“L’Ex Linificio è destinato a configurarsi come nuovo polo attrattivo della città, condensando una serie di servizi e funzioni culturali, organizzate in modo coerente e organico e di facile accesso per tutti i cittadini – afferma il Sindaco Sara Casanova – La ricollocazione dell’Archivio storico e la futura riapertura del Museo civico le cui opere sono da anni chiuse all’interno di un caveau, insieme alla riqualificazione di piazzale Forni e al già annunciato recupero del parcheggio coperto sotto l’attuale sede dell’Inps, grazie ai fondi regionali del Piano Lombardia, rappresentano un’occasione unica di rigenerazione del tessuto urbano. Stiamo ponendo il seme per la rinascita di un comparto della città, da anni degradato o dormiente, dove si va gradualmente delineando uno scenario di sviluppo di servizi e attività commerciali, anche in vista del previsto incremento delle unità residenziali, il tutto strettamente connesso alle potenzialità socio-culturali espresse dal piano di recupero dell’ex Linificio”.

“L’Archivio storico avrà una sede finalmente sicura e sufficientemente ampia per il deposito e la conservazione dell’enorme mole di materiale documentario, circa 3,5 km lineari, che i locali di via Fissiraga non potevano più contenere nei 1000 metri quadrati a disposizione, a fronte degli oltre 1600 previsti dal nuovo progetto – conclude l’assessore alla Cultura Lorenzo Maggi -. La chiusura dell’ex sede archivistica è il risultato di anni di incuria e di assenza di interventi di manutenzione da parte delle precedenti Amministrazioni. Per rimediare a questo evidente ed ennesimo deficit di attenzione al patrimonio pubblico comunale, ci siamo mossi con metodo, avviando dapprima proficue interlocuzioni con la competente Soprintendenza archivistica, finalizzate ad ottenere le necessarie autorizzazioni allo spostamento dei materiali e affidando poi un servizio di ricognizione dei documenti, propedeutico alle operazioni di trasloco e di custodia, affidata temporaneamente in outsourcing alla Microdisegno di San Grato dove il servizio di consultazione è stato riattivato da settembre, riuscendo a soddisfare le richieste pervenute dagli utenti. La priorità di questa Amministrazione è avviare entro il prossimo anno i lavori per la realizzazione della nuova sede, primo tassello del piano di riqualificazione dello storico stabilimento industriale che restituirà ai lodigiani due simboli dell’identità culturale cittadina: Archivio e Museo civico”.

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